La pulizia delle armi da fuoco

L’avanzamento della tecnologia costruttiva delle armi  e soprattutto delle componenti delle moderne munizioni, quali polveri propellenti ed inneschi, ha permesso di superare alcuni luoghi comuni relativi alla pulizia delle armi da fuoco che  si sentono ancora tramandare nei poligoni e sui campi di tiro. I propellenti attuali non contengono sostanze corrosive e gli acciai di cui sono fatte le armi moderne non sono così delicati e soggetti ad ossidazione quanto i metalli adoperati in passato.

La pulizia periodica delle armi moderne pertanto non è richiesta  tanto per un fattore conservativo, quanto per una questione di manutenzione continua, finalizzata al mantenimento delle prestazioni, evitando malfunzionamenti, inceppamenti.

Durante l’uso le armi sono soggette a costante accumulo di sporcizia e residui di combustione che, se trascurati, possono portare a variazioni anche significative delle pressioni in gioco e quindi a prestazioni non costanti e omogenee, oltre che a rischi di inceppamento o altre problematiche anche più gravi.

Una manutenzione periodica ci permette quindi di  mantenere intatte le funzionalità dell’arma anche dopo lunghi periodi di inattività e di garantirne l’affidabilità al momento dell’utilizzo.

La pulizia delle armi da fuoco per molti  è inoltre un momento di relax e di meditazione dal connotato quasi “ZEN”, un po’ come per un samurai l’atto rituale dell’affilatura del proprio katana.

Premesso che ognuno pulisce le  proprie armi  in un modo diverso e personale e che ogni arma può richiedere metodi di pulizia differenti, vediamo quali strumenti si rendono comunemente necessari e con quale cadenza è opportuno effettuare le operazioni di pulizia e manutenzione.

Strumenti necessari:

  • Scovolini del calibro opportuno
    • In nylon o setole (per la distribuzione dei prodotti e la pulizia generale)
    • In bronzo (per la pulizia della canna dopo azione solventi e oli)
    • In lana (per la pulizia della canna da solventi e oli dopo uso scovolo in bronzo)
  • Bacchetta adatta alla lunghezza della canna su cui fissare gli scovolini
  • Spingipezzuola, (jag), 
  • Pezzuole o parti di stracci vecchi, in alternativa allo scovolino in feltro, specie per armi lunghe.
  • Spazzolino da denti, per pulizia di parti diverse dalla canna.
  • Un olio per armi  (Ballistol, CRC o altro)
  • Un solvente, per i residui metallici nella canna (spiombatore)
  • Un panno pulito, per la pulizia degli eccessi di olio sulle parti metalliche
  • Rotolo di carta assorbente
  • Tappetino per pulizia armi (opzionale)

In generale il materiale usato per la pulizia va sostituito dopo l’uso, alcuni materiali come gli scovolini andranno bene per diversi cicli di pulizia, mentre altri come le pezzuole saranno da sostituire dopo ogni ciclo di pulizia se non più volte durante lo stesso ciclo.

Prima di iniziare qualsiasi attività di pulizia occorre ovviamente accertarsi che l’arma sia scarica, rimuovendo quindi il caricatore  e verificando visivamente che non vi siano colpi in canna, solo successivamente si potrà procedere allo smontaggio ed alla pulizia.

Per le operazioni di pulizia conviene dotarsi di un apposito tappetino, in modo da non rovinare l’arma e non sporcare la superficie del banco su cui si lavora. Questi tappetini in genere riportano anche un immagine dello schema di smontaggio/montaggio dell’arma.

Pulizia Ordinaria (ogni 5-600 Colpi)

E’ il tipo di pulizia più semplice, spesso raccomandato dall’armeria al momento della vendita o indicato sulle istruzioni dell’arma stessa.

Va effettuato ogni “qualche centianaia” di colpi o “dopo ogni sessione di tiro“, specie se si sono sparati un numero abbondante di colpi, magari in ambienti polverosi come i campi di tiro.

L’obiettivo principale è quello di ripulire la  canna e il percussore e provvedere alla lubrificazione delle parti in movimento (senza lasciare residui di olio che finirebbero per  attrarre polvere formando un materiale abrasivo)

In questo ciclo di pulizia si provvede normalmente anche alla verifica e alla pulizia dei caricatori, in modo particolare per le armi corte utilizzate in sessioni di tiro dinamico, nelle quali i caricatori sono spesso lasciati cadere per terra durante l’allenamento.

Le operazioni da svolgere per la pulizia delle armi da fuoco possono essere cosi’ riassunte:

  1. Provvedere allo smontaggio primario dell’arma, fino alla rimozione della canna (ove possibile)
  2. Versare un po’ di solvente nella canna inserendo poi l’asta dello scovolino di Nylon dalla parte della camera di scoppio (in modo da non rischiare di rovinate la volata).
  3. Lasciare agire il solvente per almeno un quarto d’ora.
  4. Provvedere nel frattempo alla pulizia della altre parti dell’arma accessibili.
  5. Riprendere la pulizia della canna, inserendo ed estraendo dalla canna lo scovolino di ottone per una circa una decina di volte (anche in base alle condizioni dell’arma)
  6. Passare quindi lo scovolino in lana/pezzuola per pulire la canna dai residui , verificando visivamente il risultato (se la canna dovesse risultare ancora sporca ripetere i passaggi precedenti)
  7. Avere cura di non lasciare  residui di olio/solvente nella canna, è sufficiente una minima velatura, così come per tutte le altre parti dell’arma.
  8. Una volta pulite e asciugate le parti e possibile riassemblare l’arma.

Pulizia periodica (ogni 2-3000 colpi)

Si tratta della pulizia di quelle parti d’arma che non sono rapidamente smontabili e che normalmente si sporcano molto meno rispetto alle parti in cui avviene la combustione del propellente. Questo ciclo periodico di pulizia ha come obiettivo principalmente il gruppo di scatto e la contestuale verifica della perfetta funzionalità delle parti soggette ad usura.

La pulizia e la lubrificazione dei meccanismi del gruppo di scatto richiedono generalmente  uno smontaggio un po’ più complesso rispetto a quello ordinario ed una competenza maggiore sul funzionamento dell’arma. Se non si è sicuri di essere in grado di effettuare questa operazione è meglio lasciarla  ad un armaiolo esperto.

La cadenza con la quale si effettua questa pulizia dipende molto dal tipo di arma e dall’utilizzo che se ne fa. Armi utilizzate a fini sportivi richiedono una manutenzione più accurata per il perfetto mantenimento delle funzionalità e quindi cicli di pulizia più ravvicinati, anche perché soggette ad un usura maggiore rispetto ad armi utilizzate in altri contesti. Generalmente chi fa un uso intenso dell’arma è anche in grado di effettuare in autonomia questo tipo di pulizia, chi invece usa l’arma in modo meno assiduo, e necessita di un armaiolo per lo smontaggio, potrà effettuare questo tipo di manutenzione anche più raramente.

Verifica integrità delle molle e di altre parti soggette ad usura (ogni  10000-15000 colpi)

In particolare per le armi corte utilizzate in ambito sportivo occorre verificare periodicamente che le molle di grilletto, carrello e percussore continuino a mantenere inalterate le loro caratteristiche.
La preventiva sostituzione delle parti maggiormente soggette ad usura inoltre garantirà la perfetta funzionalità in qualsiasi momento e vi permetterà di non rimanere mai a piedi.

A titolo di esempio ho pubblicato su youtube il ciclo di pulizia ordinaria per una Tabfoglio P21L, la procedura e’ comunque molto simile un po’ per  tutte le armi corte semiautomatiche.

Nota: Anche se vengono usate esclusivamente pallottole ramate nella canna alla fine finiscono per accumularsi residui di rame lungo le rigature. Per la rimozione è opportuno usare apposito solvente sramatore, lasciandolo agire prima di passare una pezzuola per  rimuoverlo e ripetendo l’operazione fino a che visivamente no vi siano più residui lungo le rigature.

1 thought on “La pulizia delle armi da fuoco”

  1. Molto importante ben fatto insegna benissimo la sicurezza i passaggi da eseguire io dopo tanti anni di pulizia arma da caccia ho imparato anche ad usare in ordine di sequenza gli scovoli molto utile per gente come me 59 anni figuriamoci ai principianti neofiti grazie

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