La ricarica delle cartucce 9×21 – Parte 2 – La scelta delle attrezzature

Parte 1 – Le fasi della ricarica.

Parte 2 – La scelta delle attrezzature.

Parte 3 – La scelta del materiale di consumo.

Parte 4 – Ricarica 9×21 passo per  passo.

Parte 5 – Problemi e soluzioni.

La scelta dell’attrezzatura

Prima di iniziare le attività di ricarica delle cartucce 9×21 è evidentemente necessario dotarsi dell’opportuna attrezzatura, scegliendo quella più adatta ai propri propositi e alle proprie tasche.

Vi sono molti produttori di attrezzature per  la ricarica delle cartucce 9×21, alcuni dei quali sul mercato da più di un secolo, i più importanti sono:

Lee Precision , Dillon , Lyman , RCBS , Hornady , Redding , Smartreloader , Forster

Per lo più di origine americana, molti di questi prodotti sono importati in Italia e disponibili presso le nostre armerie.

Tra tutti i produttori il materie proposto  dalla Lee è probabilmente quello più economico, a fronte di una fattura meno qualitativa rispetto agli altri, ma senza per questo perdere in funzionalità. E’ un ottima scelta per l’elevato rapporto funzionalità/prezzo, soprattutto per  quei calibri che, come il 9×21, non richiedono una precisione di assemblaggio estrema e hanno dimensioni contenute.

Cerchiamo ora di fare una panoramica sull’attrezzatura necessaria e su come sceglierla nell’ottica di ottimizzarne i costi.

I dies (o Matrici)

I dies, sono gli elementi che permettono di operare le varie fasi della ricarica viste nella prima parte di questo articolo.

Vengono avvitati sulla pressa  in modo da essere intercambiabili e sono costruiti con materiali particolarmente resistenti come acciaio temprato o il  carburo di tungsteno.

Vengono prodotti per quasi tutti i calibri,  tranne che per il 9×21, saremo quindi costretti ad adattare quelli prodotti per il  9mm Luger anche per ricaricare il 9×21.

le matrici necessarie per la ricarica delle cartucce 9×21  sono le seguenti:

Die Ricalibratore e Decapsulatore” (“Carbide Sizing Die”)

Permette riformare il bossolo e decapsularlo.

Die Espansore e Passaggio polvere (“Powder Through Expanding Die”)

Permette di aprire leggermente il colletto per permettere il  posizionamento della palla e il passaggio della polvere per il riempimento del bossolo.

Die per  l’Inserimento della palla e la Crimpatura del colletto (“Bullet Seat and feed Die”)

 Permette di inserire la palla e crimpare il colletto del bossolo per trattenerla.

Die Factory Crimp  (optional)

Permette di ripassare l’intera trafilatura del colpo per  garantire le misure standard (spesso non indispensabile)

Ogni Die ha delle regolazioni che permettono di definire con esattezza i parametri di ricarica (ad esempio la lunghezza complessiva della cartuccia, quanto crimpare la palla etc.)

Nell’ottica di ottimizzare la i costi ci sentiamo di suggerire i set della Lee:

Il 4^ die (factory crimp) può essere acquistato anche singolarmente in un secondo tempo, in quanto non è generalmente fondamentale, ma può essere utile se il colpo non viene camerato correttamente su pistole con una canna particolarmente aderente alle misure standard.

La pressa

La pressa è lo strumento che permette di esercitare la forza necessaria per permettere ai Dies di effettuare le operazioni meccaniche per cui sono stati progettati, ne esistono moltissimi modelli e possono rappresentano lo strumento più costoso utilizzato per la ricarica.

Possiamo raggrupparle nelle seguenti tipologie:

Presse Manuali

Sono strumenti molto semplici, in genere specifici per  un determinato calibro, che permettono di eseguire manualmente  tutte le operazioni meccaniche necessarie per la ricarica.

In passato venivano usate pinze particolari che spesso includevano anche uno stampo (fondipalle)  per la creazione dei proiettili.

In chiave moderna un esempio di pressa manuale è la a “Lee Classic Loader”, che senza la necessità di Dies specifici permette di effettuare tutte le fasi necessarie ad un costo molto basso.

Esistono poi presse manuali come la  “Lee Hand Press”, pensate per poter essere utilizzate sul campo di tiro ed in grado di sfruttare gli stessi dies usati in presse più evolute.

Presse Monostazione

Sono le presse a fissaggio più semplici, permettono l’inserimento di un solo die alla volta, per un intero ciclo di ricarica è quindi necessario smontare e rimontare l’intero set di dies (Esistono comunque sistemi di montaggio rapido come il Lee Breech Lock, che consentono di non perderne le regolazioni) .

Per la loro semplicità sono generalmente piuttosto robuste e adatte a piccole produzioni di qualità (ad esempio su  calibri per armi lunghe). Le loro caratteristiche portano ad effettuare ogni fase della ricarica in modo ripetitivo su tutte le cartucce che si vuole produrre, prima di passare alla fase successiva , sono quindi più facili da usare e particolarmente indicate per i neofiti che in questo modo potranno tenere maggiormente sotto controllo l’intero procedimento senza rischiare di confondersi. Per alcune fasi della ricarica (come il riempimento del bossolo con la polvere o l’innesco) potrebbe essere necessario ricorrere ad operazioni manuali con strumenti aggiuntivi (portabossoli, dosatori, innescatori manuali, etc.).Spesso per comodità presse monostazione particolarmente semplici ed economiche come la “Lee Reloader” possono essere impiegate come presse di servizio per  specifici lavori, ad esempio montando un die decapsulatore universale.

Presse Multistazione/Semiprogressive

Sono un’evoluzione delle presse mono stazione, permettono di montare una testa rotante in grado di ospitare l’intero set di dies (le più comuni montano testate da 3 a 5  o anche 7 stazioni), in modo da non essere costretti ad avvitare e svitare le matrici durante le operazioni di ricarica.

Questo tipo di presse permettono una maggiore velocità di produzione rispetto alle monostazione e nel caso si possegga più di un’arma in calibro differente presentano l’enorme vantaggio di poter intercambiare velocemente l’intera testata, permettendo di passare da un calibro all’altro in modo economico e veloce.

Un’altro vantaggio di questo tipo di presse è che oltre a poter eseguire ogni singola operazione su tutti i colpi che si intende ricaricare, come per le monostazione, è anche possibile eseguire in modo sequenziale tutte le operazioni per assemblare una singola cartuccia. Spesso sono dotate di innescatori e serbatoi per il materiale di consumo e rendono quindi più agevole tutto il procedimento, lasciando la massima libertà di gestione del processo. In alcuni modelli la testa ruota automaticamente ad ogni passaggio, permettendo di creare una cartuccia dopo un numero di passaggi pari al numero di dies utilizzati, questo genere di presse sono dette “semiprogressive”.

Presse Progressive

Sono presse multistazione pensate per ottimizzare i tempi di produzione delle cartucce. Nelle versioni più semplici arrivano a produrre tra le 100 e le 200 cartucce per ora.

In queste presse oltre ad una testata intercambiabile in grado di montare l’intero set di dies è presente una base rotante in grado di ospitare un  numero di bossoli pari al numero di stazioni (shellplate). Ad ogni passaggio ogni bossolo inserito nella base effettuerà un diverso stadio della ricarica, si ottiene cosi la produzione di una cartuccia per ogni passaggio.

Tipicamente sono modulari e presentano la possibilità molteplici accessori in modo da arrivare ad automatizzare l’intero processo.

Normalmente è presente un serbatoio per  gli inneschi nuovi che vengono inseriti in automatico ed uno per  gli inneschi usati che vengono rimossi, un serbatoio per  i bossoli, un dosatore per la polvere e persino un serbatoio per l’inserimento automatico delle palle sui bossoli.

Ne esistono di diversa qualità costruttiva, le più robuste (adatte a tutti i calibri) sono piuttosto costose e nei modelli più evoluti permettono di automatizzare totalmente la produzione mediante azionamenti elettrici invece che manuali.

Dato il costo e la versatilità di questi strumenti, la scelta della pressa è cruciale e va fatta con criterio.

Normalmente ad un neofita si consiglierebbe una buona e robusta pressa monostazione o multistazione. Sarebbe ottima per imparare ed impratichirsi e sempre utile anche in futuro nello sperimentare la ricarica di nuovi calibri. Nel caso specifico del 9×21 tuttavia andrebbero presi in considerazione anche altri fattori che potrebbero rendere ottimale la scelta di una pressa progressiva di fascia bassa.

Prima di tutto bisogna chiedersi quanti colpi si intendono sparare e  che tipo di uso si vuole fare della propria arma.
Se contate di sparare poche centinaia di colpi all’anno in poligono e’ probabile che la monostazione sia la scelta più adatta per  voi.
Se invece state pensando di andare a sparare in cava e magari di fare un corso di tiro dinamico allora le cose cambiano, probabilmente sparerete diverse centinaia di colpi solo per il corso e non meno di 5000 cartucce all’anno. in questo caso sia i tempi di produzione che l’ottimizzazione dei costi diventano rilevanti e la scelta potrebbe ricadere su una pressa progressiva come la Lee pro 1000 o anche una Dillon di fascia più’ alta.

Nell’ottica del risparmio Il nostro consiglio è di procurarsi una Lee Pro 1000, già completa di Dies, reggibossoli  e accessori per il 9×21. Per i più smanettoni potrebbe anche valere la pena acquistarne una usata ed eventualmente sostituire le poche parti soggette ad usura (ogni singola vite è venduta come ricambio a prezzi più che accessibili sia dalla Lee che dai distributori italiani). Occorrerà un po’ più di tempo per padroneggiarne l’utilizzo, ma una volta capito il funzionamento si avrà certamente il miglior rapporto  tra prezzo e funzionalità.

La Bilancia

Sia che si proceda alla ricarica in modo manuale che con una pressa dotata di dosatore automatico la bilancia è uno strumento fondamentale.
Nel ricaricare le nostre cartucce dovremo sempre partire dai quantitativi minimi consigliati dai produttori delle polveri utilizzate e  impostati i volumi sul nostro dosatore dovremo preoccuparci di verificarne l’accuratezza.

Sebbene possa essere usata una qualsiasi bilancia di precisione, è consigliato l’acquisto di un prodotto specifico in quanto sono richieste alcune fondamentali caratteristiche:

  • Misura in “grani”
  • Scala +/- 0,1 gr
  • Affidabilità e stabilità della misura

Le bilance da ricarica che possiamo reperire sul mercato si dividono essenzialmente in due categorie: Elettroniche e analogiche. Ogni produttore ha a catalogo entrambe le tipologie e spesso propone bilance di altri produttori rimarchiate.

Le bilance elettroniche sono generalmente più costose sebbene molto comode per la facilità di lettura e completezza delle funzioni, spesso sono abbinate a dosatori automatici, d’altro canto necessitano di controlli periodici in quanto più sensibili a fattori ambientali e allo stato della batteria. Per garantirne l’accuratezza generalmente occorre comparare le misure con una bilancia di tipo analogico, che presenta maggiore stabilità nelle misure.

Le bilance analogiche sono in genere molto semplici e rappresentano i prodotti entry level, sebbene possono avere precisione e accuratezza molto elevate.

Sono formate da una base metallica (quelle troppo leggere con basamenti in plastica sono da evitare) e possono avere differente precisione. Esistono modelli particolarmente pregiati che erano il “top di gamma” nei tempi in cui non esistevano ancora le digitali e con un po’ di fortuna potrebbero essere reperite sui siti d’asta americani a prezzi interessanti.

Per cominciare dunque il consiglio è di acquistare una buona bilancia analogica come la Hornady  a stadera”. Il  sistema di bilanciamento manuale consente un’escursione di misura da 0 a 500 grani con una sensibilità di +/- 0,1 grani, e può eseguire facilmente la maggior parte dei compiti di un’attività di ricarica. L’ammortizzatore magnetico consente misurazioni facili e veloci, la scala graduata eseguita al laser è di agevole lettura e i perni temperati riducono l’attrito, garantendo elevata precisione e durata.

Se in futuro decideremo di acquistare una bilancia elettronica la nostra analogica tornerà comunque sempre utile.

Il martello cinetico

Il martello cinetico è un particolare strumento che permette di smontare le cartucce già assemblate, recuperando tutte le sue componenti, in particolare permette di estrarre la palla dal bossolo senza rovinarla e soprattutto senza far esplodere il colpo.

E’ composto da un serbatoio, al quale viene fissata la cartuccia da smontare, posizionato in cima ad un’asta. Usandolo come un martello è possibile imprimere alla palla un inerzia tale da essere estratta dal bossolo.

Anche in questo caso ogni produttore ha il suo modello, ma essenzialmente sono tutti uguali, quindi gli unici parametri di scelta sono il prezzo e la compatibilità con il maggior numero di munizioni di nostro interesse.

E’ uno strumento di cui ha senso dotarsi anche se neofiti, in quanto permette di smontare e rifare cartucce per le quali nutriamo dei dubbi sul corretto assemblaggio (ad esempio relativamente al quantitativo di polvere) e  di recuperare il materiale di quelle venute palesemente male.

Altri accessori

Oltre agli strumenti discussi esistono innumerevoli altri attrezzi che possono essere utili in ogni fase della ricarica,  in special modo se effettuate manualmente e senza l’ausilio di presse di tipo evoluto o per la preparazioni di munizioni da carabina.

Vaschette porta oggetti e portacolpi

Nell’allestimento della nostra stazione di lavoro non dimentichiamo delle vaschette di plastica per ospitare bossoli, palle, colpi assemblati etc.

Calibri e altri strumenti misura

Effettuare delle misure di precisione sulle munizioni è fondamentale in molte situazioni e dotarsi di un buon calibro è sicuramente necessario. Nella ricarica del 9×21 non non occorre molto altro che misurare la lunghezza complessiva della cartuccia o il diametro del colletto, tuttavia nella preparazione di altri tipi di munizione può essere necessario effettuare misure accurate anche di altri parametri ed esistono quindi sul mercato strumenti di precisione quali calibro, micrometri, comparatori etc.

Shell Holder

Gli shall holder sono quella parte intercambiabile che sulle presse monostazione permette di mantenere fermo il bossolo durante le fasi della ricarica. Spesso sono compatibili anche con altri strumenti e sono inclusi singolarmente nei set di dies per ogni specifico calibro, tuttavia esistono set universali che comprendono l’intera gamma

Il portabossoli

Laddove le operazioni di ricarica siano fatte in modo manuale e ripetitivo, nasce la necessità di alloggiare i bossoli per permettere il riempimento con la polvere e permetterne la suddivisione. per queste operazioni in genere vengono impiegate tavolette porta-bossoli specifiche per il calibro o universali.

Dosatori

Sempre nell’ottica della ricarica manuale esistono molteplici attrezzi per  il trattamento della polvere, ed in particolare imbutini e misurini di precisione fino ad arrivare a  centellinatori e dosatori:

L’innescatore manuale

l’innescatore permette di innescare i bossoli di qualsiasi calibro in modo individuale, in genere  permette di utilizzare gli stessi shall holder usati nelle presse monostazione, è indispensabile nelle operazioni di ricarica manuale, ma è comunque utile anche in altre situazioni.

Gli attrezzi per  rifinire i bossoli

In molte situazioni si rende necessario mettere mano ai bossoli, svasandoli, tagliandoli, rifinendoli per  togliere la bava del taglio sia internamente che esternamente al colletto o per pulire la sede dell’innesco o addirittura il foro di vampa, esistono quindi tutta una serie di attrezzi specifici.

Il cilindretto di test

Non tutte le canne sono uguali, alcune sono più vicine alle misure standard della cartucce, altre sono un po’ più ampie, permettendo di camerare colpi anche non perfetti. Uno strumento che ci aiuta nella verifica delle munizioni è il cilindretto di test che simula la canna secondo le  misure previste per il calibro in questione. Questo strumento non è indispensabile, ma può essere utile in quelle situazioni dove inceppamenti dell’arma possono creare problemi, permettendoci di verificare a priori le nostre cartucce e aiutandoci a trovare la giusta configurazione dei parametri di ricarica.

Fondipalle e fusione

Ebbene si, oltre ad assemblare le cartucce è anche possibile creare le palle da montarvici sopra tramite un procedimento di fusione del piombo e stampo della palla. Questa pratica offre alcuni vantaggi: come prima cosa utilizzando del piombo di recupero permette di abbattere decisamente il costo delle munizioni, offre la possibilità di modificare il tipo di lega di piombo  usata e quindi la durezza della palla e non di meno permette di sceglierne la forma, lasciando spazio anche ad eventuali customizzazioni.
Per contro il piombo è tossico ed inalare o entrare in contatto con i suoi vapori può essere estremamente dannoso per la nostra salute, bisogna quindi effettuare queste operazioni in ambienti ben ventilati e con tutti gli accorgimenti necessari.
Esistono dunque in commercio tutti gli strumenti  necessari per lavorare il piombo come Fornetti, fondipalle, stampi per  lingotti etc.

Il banco da ricarica

Abbiamo visto che gli strumenti necessari per la ricarica delle munizioni, a seconda di quello che si intende fare, possono essere molti. Appare chiaro che dotarsi degli opportuni spazi per utilizzarli è qualcosa che andrebbe pensato ancor prima dell’acquisto del materiale da ricarica, anche in vista di futuri sviluppi.

La cosa migliore, per chi ne ha la possibilità, è di acquistare o meglio ancora costruire un buon banco da lavoro in legno, stabile a sufficienza de ospitare la pressa senza traballare durante il suo utilizzo (sembra banale, ma la forza che si esercita è notevole e se il banco non è adatto potrebbe anche influire sul risultato), dotato di scaffali in cui sistemare in modo ordinato tutta l’attrezzatura.

Molti di noi tuttavia non avranno a disposizione tutto questo spazio e dovranno adattarsi a soluzioni  più discrete o fissare la pressa su un asse di legno da appoggiare ad un tavolo all’occorrenza, fissandola con dei morsetti.

A conclusione di questa carrellata sull’attrezzatura da ricarica, il consiglio per poter iniziare la ricarica delle cartucce 9×21 in modo efficace ed economico è quello di dotarsi del seguente materiale:

  1. Pressa Lee Pro 1000 9mm Luger ( Lee#:90640), già comprensiva degli accessori:
    1. Carbide 3-Die Set 9mm Luger (Lee #:90509)
    2. Shellplate #19 (9mm Luger, 40 S&W, 10mm Auto) (Lee #:90669)
    3. Small pistol primer feeder
    4. 9mm Shell feeder
  2. Dosatore LEE micrometrico :
    1. Lee Auto Disk Dosatore (Lee #:90578)
    2. Lee Adjustable Powder Charge Bar (Lee #:90792)
  3. Bilancia Hornady Lock-N-Load a stadera (500 grani +/- 0,1 gr)
  4. Calibro a nonio o a quadrante (almeno ventesimale. meglio sessagesimale)
  5. Vaschette porta oggetti aperte da ferramenta
  6. Chiave inglese  a passo variabile per  regolazione dies

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